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Nome: Isvari Priya
Sono una Jiva come te; splendente come diecimila soli, Eterna, piena di Conoscenza e Felicità che desidera tornare da Krishna.
Asoka in Gita Sara (3)
Isvari in Gita sara (2)
Isvari in Libertà di coscienz...
Asoka in Gita sara (2)
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Isvari in Libertà di coscienz...
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Qual'è il dharma degli esseri viventi? la caratteristica che non può essere separata da noi?
Questa caratteristica è l'Amore.
L'essere vivente essendo cosciente desidera avere scambi d'amore, ama e quindi serve. Noi amiamo nostro marito, nostra moglie, i figli, la patria..e quindi li serviamo. Poichè noi amiamo, allora serviamo; questo è il nostro dharma.
Vediamo che questa carattersistica dell'amore, del servire, va sempre con l'essere vivente, non si separa mai da esso in qualsiasi contesto e in qualsiasi corpo egli si trovi.
Per esempio uno può servire come Mussulmano, come Indù, come Cristiano e il giorno dopo potrebbe cambiare la sua opinione, professione religiosa e quel servizio che prima faceva alla chiesa domani lo farà alla moschea e dopo domani al tempio...ma il servizio segue sempre, vita dopo vita l'essere vivente, nonostante lui cambi mentalità.
Tutti servono; il padre di famiglia, che crede magari di essere il padrone in realtà è il servitore della famiglia e così il capo di stato che è il servitore dei cittadini.
Tutti servono; anche gli animali lo fanno, è una caratteristica che non ci abbandona mai:
Ci sono degli uomini che pensano di non servire nessuno, ma servono i propri sensi oppure prendono un cane e servono il cane.
Questo quindi è il dharma dell'essere vivente.....in realtà questo servizio dovrebbe essere dato a Dio, perchè noi siamo parti di Dio, siamo parti dell'ingranaggio che serve e che trova piacere servendo il macchinario intero, servendo Dio.
Così la perfezione della vita umana è l'unione (yoga) dei due sanatana; dell'essere vivente con Dio.
Questo mondo materiale non è sanatana, non è eterno, è solo temporaneamente manifesto e sarà distrutto, ma se c'è una relazione eterna tra due esseri eterni, sicuramente ci dovrà essere un mondo eterno dove svolgere questa relazione; un ambiente confacente per questi due esseri eterni.
Questo è il Sanatana dhama, il mondo spirituale.
Se noi serviamo con cooperazione per il piacere del Signore come l'ingranaggio coopera al buon funzionamento della macchina, allora noi troveremo la nostra felicità; come tutti i sensi traggono beneficio quando la mano porta il cibo allo stomaco e non cercando di beneficiare da sola, ma collaborando con il corpo intero.
In quanto parti del tutto, in questa maniera noi possiamo beneficiare del Tutto Supremo, così anche noi saremo soddisfatti se beneficiamo Dio che è come la radice dell'albero o come lo stomaco nel corpo.
...e Dio, per dimostarci che Lui esiste e che esiste un mondo dove noi possiamo andare a divertirci con Lui, discende e rivela la gioia dei Suoi divertimenti a noi, esseri condizionati, e ci invita a ritornare con Lui, nel mondo spirituale.
Il fine dell'esistenza quindi è adorare Dio e tornare nella Sua dimora.
La Sua dimora è descritta nella Bhagavad-Gita:
"La mia dimora non è illuminata nè dal sole, nè dalla luna, nè dall'elettricità, chi la raggiunge non torna piu in questo mondo materiale......."
La BG ci esorta a lasciare il mondo materiale che viene paragonato al riflesso nell'acqua di un albero originale; un albero rovesciato dove le radici sono la testa e le fronde la base dell'albero.
Il mondo materiale è solo un riflesso di quello spirituale, è solo l'ombra della realtà.
L'ombra non ha in sè la sostanza e neanche la realtà, ma dà un idea del soggetto reale, poichè questo soggetto reale esiste altrove.
Noi in questo momento stiamo percependo solo un idea della realtà, che ci è data solo attraverso l'ombra.
Se per caso attraverso un miraggio noi vediamo dell'acqua nel deserto, questo non significa che l'acqua non esiste, esiste ma da un altra parte, non lì nel miraggio.
E così anche la felicità che noi stiamo cercando nel mondo materiale, è un miraggio, non possiamo trovarla qui, ma questa felicità pura e limpida esiste nel mondo spirituale.
Come raggiungerla allora?
Krishna stesso ce lo dice nella BG; bisogna liberarsi dall'illusione materiale e raggiungere il Regno eterno.
Quindi il primo passo da fare verso la realizzazione spirituale è quello di liberarsi dall'illusione di credersi un corpo.
Tutti i titoli che noi possiamo attribuire a questo corpo (italiano, donna, giovane, ricco, bianco, bello, intelligente...) o ai quali possiamo ambire, sono solo in realtà attaccamenti, frutto della nostra cupidigia e del nostro desiderio di dominare la natura materiale. Senza abbandonare questo sfrenato desiderio, senza abbandonare questa ambizione non potremo tornare nel sanatana dhama.
Il mondo spirituale quindi può essere raggiunto solo da colui che non si fa piu sedurre dal fascino dei falsi piaceri di questo mondo materiale, cioè non si fa piu attrarre dall'albero riflesso ma che, servendo il Signore, si rivolge all'albero reale.
Bisognerebbe quindi smettere di guardare il riflesso ma dirigere la nostra attenzione all'albero reale.
E il metodo pratico qual'è?
Krishna dice:
"Chiunque al momento della morte lascia il corpo pensando a Me soltanto raggiunge subito la Mia dimora."
...sembra facile, ma come si fà?
..........................continua.........................

...................continua...........
La coscienza è la percezione che noi abbiamo di noi stessi; a volte diciamo "io sono"...ma che cosa sono?
Questa percezione che abbiamo di noi stessi varia a seconda del grado di purezza. Sotto l'influsso della materia noi crediamo di essere i creatori e i proprietari di tutto quello che ci circonda o anche i beneficari legittimi di tutti i piaceri del mondo. Naturalmente si tratta di una concezione errata che è all'origine e l'origine di questo mondo materiale; qui tutti la pensano in questo modo.
Questi sono i due aspetti della coscienza materiale: pensare di essere il creatore e il maestro e il padrone e il beneficiario di tutto.
In realtà queste sono le caratteristiche di Dio perchè è Lui il vero goditore e il vero possessore di tutti questi titoli.
L'essere individuale, l'essere vivente, è solo un frammento del Signore ed è creato per contribuire alla Sua gioia. Il pezzo di un ingranaggio collabora al buon funzionamento di un meccanismo e un organo vitale coopera al buon andamento del corpo intero; ma nè il pezzo dell'ingranaggio, nè l'organo vitale possono godere in modo autonomo. Così l'essere individuale ha il preciso compito di essere unito al Signore in uno spirito di cooperazione.
Le mani portano il cibo alla bocca, i denti lo masticano, le gambe trasportano il corpo al cibo e tutti agiscono per soddisfare lo stomaco che è la centrale di energia da cui dipende l'organismo intero: nessuna parte può godere indipendentemente.
Si nutre un albero annaffiando le radici no i rami e così si nutre il corpo alimentando lo stomaco.
Questo rapporto esiste anche tra Dio, che è il Creatore, il beneficiario di tutto ciò che esiste, e gli esseri viventi che sono Sue creature subordinate.
Essendo parti del tutto, parti di Dio, gli esseri viventi devono contribuire alla Sua gioia e soltanto così troveranno la felicità, proprio come le parti del corpo sono soddisfatte quando sono soddisfatte le esigenze dello stomaco.
Come vediamo, anche dal punto di vista pratico, ogni tentativo di indipendenza non può che causare la delusione, la frustazione, come le dita della mano se tentassero di gustare il cibo da sole invece di darlo allo stomaco.
L'essere vivente deve collaborare con il Signore se vuole conoscere la vera soddisfazione.
Dobbiamo quindi sforzarci di soddisfare il Signore nonostante la nostra tendenza a sfruttare l'universo materiale indipendentemente da Lui e a crederci i creatori e i maestri; tendenza che è in noi perchè in origine esiste in Dio.
L'universo materiale è stato costruito appositamente da Dio per farci provare a gustare il cibo lontani dallo stomaco, perchè così desideravamo.
Ci sono stati forniti dei corpi, dei veicoli di pianta, di animale e umani con set di sensi diversi, con i quali possiamo cercare di appagare questo nostro affannoso desiderio di godere lontani da Dio.
Progetto fallito come sperimentiamo a ogni vita....
La Bhagavad-Gita e anche la Conoscenza Vedica, sono infallibili perchè sono stati esposti da Dio stesso, per questo viene chiamata aparuseya cioè, che non è stata esposta da nessun essere vivente condizionato, cioè soggetto ai 4 difetti già menzionati:
-la tendenza a commettere errori
-la tendenza a essere presi dall'illusione
-avere sensi imperfetti
-la tendenza a ingannare gli altri.
Quindi la BG, come anche gli altri scritti Vedici, non è soggetta a queste influenze e bisogna accettarla così com'è, senza interpretare, estrapolare, aggiungere o togliere niente.
Non si può accettare una parte della BG e rifiutarne un altra, bisogna ricevere il messaggio interamente, perchè se noi cerchiamo di estrapolare qualche significato nascosto, non stiamo seguendo la BG ma le nostre immaginazioni.
Questa filosofia si chiama arda kukuti jajna che significa la logica della mezza gallina; cioè io accetto la parte che mi fa le uova e rifiuto la parte che mangia, ma questa filosofia edonistica della mezza gallina farà in modo che non potrò piu ottenere nemmeno le uova, perchè tagliandola a metà la gallina morirà.
Quindi se una parte della gallina ci giunge strana, spiacevole o non accettabile e la rifiutiamo e teniamo solo quella parte che ci fa piacere o comodo, non otterremo il reale risultato che avviene dalla lettura della BG.
E qual'è il risulato della lettura della BG?
Arjuna alla fine della BG dice a Krishna: "Agirò secondo il Tuo desiderio."
Arjuna dopo l'ascolto attento della BG dice a Krishna: "Adesso ho compreso, sono uscito dall'illusione e desidero agire in accordo alle tue parole"..."E' per la Tua grazia e perchè Tu mi hai spiegato tutte queste cose, che io adesso sono libero dall'illusione."
E a questo punto Arjuna dirà: "Adesso sono determinato e libero dal dubbio, pronto ad agire in accordo alle Tue istruzioni."
Quindi l'uomo che studia la BG, proprio come Arjuna, in un modo autentico, da un maestro spirituale autentico, riceverà come beneficio di sottomettersi a Dio e il risultato di agire per Dio è tornare da Lui nel mondo spirituale chiamato Sanatana Dharma.
Dio è l'essere Supremo ed eterno (sanatana) e questo vale anche per la Jiva, tutti gli esseri viventi, che sono eterni.
Lo scopo della Bhagavad-Gita è quello di ristabilire il Sanatana Dharma cioè il legame eterno che ci unisce a Dio; l'occupazione eterna che unisce questi due esseri sanatana.
La loro relazione è eterna ed è basata su uno scambio che è eterno.
La parola Dharma non può essere tradotta, come quando si va a prendere un vocabolario dal sanscrito all'inglese, con la parola "religione"...non può essere liquidato con questa semplice traduzione.
Se prendiamo il vocabolario sanscrito etimologico vediamo che la parola dharma significa "Ciò che non può essere diviso, estratto, sospeso, sottratto, dalla sostanza".
Per esempio l'acqua possiede la liquidità e questa caratteristica non può essere separata dall'acqua perchè è una sua caratteristica intrinseca.
Anche il fuoco per esempio ha la caratteristica della luce e del calore che sono intrinseche e non possono essere estratte.
Il fuoco senza la luce e senza il calore e l'acqua senza la liquidità non sono piu tali.
E così per esempio lo zucchero con la dolcezza, il cilly con la "piccantezza", il sale con la sapidità....ogni cosa ha la sua caratteristica intrinseca che non puo essere separata dalla sostanza altrimenti la sostanza diventa qualcos'altro.
Così gli esseri viventi hanno una caratteristica intrinseca che si chiama dharma.
Ma qual'è allora il dharma degli esseri viventi?
La caratteristica che non può essere separata da noi?
.................................continua

La Bhagavad-Gita è uno dei testi filosofico-religioso piu famoso nel mondo.
La BG è conosciuta come Gita Upanishad ed è considerata una delle maggiori Upanisad che sono contenute nella letteratura Vedica, la BG infatti parla dell'essenza della cultura Vedica.
Sono state scritte circa 650 versioni della Gita (sia in India che in occidente) ma poche hanno rispettato il testo originale mantenendone l'integrità, infatti ogni volta il traduttore ha espresso le sue opinioni senza cogliere lo spirito della Bhagavad-Gita così com'è.
Qual'è quindi lo spirito della BG?
Srila Prabhupada ci spiega nella Sua "La Bhagavad-Gita così com'è" che lo spirito della BG è rivelato nelle sue stesse pagine.
La BG è un insegnamento che viene dato dalle autorità; è Sri Krishna che parla, Egli la enunciò personalmente al Suo caro amico e devoto Arjuna.
Dalle prime pagine e ad ogni pagina, si afferma che Sri Krishna è Dio, la Persona Suprema; Egli è Bhagavan e questo è stato riconosciuto da tutti i maestri dell'antica India, gli Acarya, come anche Madva Acarya, Sankaracarya, Ramanujacarya, Nimbarka Swami, Sri Caitanya Mahaprabhu e numerosi altri, tutti esperti nella conoscenza Vedica.
Loro hanno affermato e confermato piu volte che Krishna è Dio.
Anche la Brahma Samita, tutti i Purana e anche lo Srimad Bhagavatam (chiamato anche Bhagavat Purana) affermano "Krishna sthu Bhagavan" "Svayam Isvara parama Krishna": "Krishna è Dio, la Persona Suprema", quindi Srila Prabhupada ha visto bene di presentare la Bhagavad-Gita così com'è, proprio come quando si prende una medicina è bene non prenderla in accordo a una posologia di nostra invenzione o di quella consigliata da un amico, ma è meglio seguire quella data dal medico esperto (Acarya) oppure seguire il foglio illustrativo che si trova con la medicina (le scritture rivelate).
Così, siccome lo spirito della BG è contenuto nella BG stessa, noi dobbiamo leggerla e studiarla in accordo al suo spirito; così com'è appunto.
L'insegnamento della BG si riceve in un modo che si chiama Sri Guru Parampara: Sri Krishna stesso espose la BG a Vivasvan il dio del sole 120 milioni di anni fa e adesso si rivolge ad Arjuna per spiegare ancora la stessa scienza che fu esposta allora, perchè nel corso del tempo la scienza dello yoga era andata perduta e Krishna vuole fare di Arjuna l'anello successivo della catena disciplica (Parampara).
Ci si potrebbe chiedere quali erano le qualità di Arjuna, visto che esistevano diversi tipi di spiritualisti molto elevati a quel tempo, come Narada muni, Vyasadeva e altri grandi saggi come loro...ma Krishna scelse Arjuna. Perchè proprio lui?
In genere si riconoscono 3 tipi di spiritualisti:
i Jnani, gli Yogi, i Bhakta.
I primi sono i filosofi impersonalisti, gli Yogi sono gli adepti della meditazione e i Bhakta sono i devoti del Signore.
La BG è un "segreto" sublime che Krishna confida al Suo caro devoto e amico Arjuna perchè vuole dimostare che essa è indirizzata particolarmente a quel tipo di spiritualista: il Bhakta, il devoto.
Arjuna era quindi un Bhakta, un amico di Krishna molto caro a Krishna e solo lui poteva ben capire il messaggio.
Dal punto di vista materiale Arjuna non era un grande saggio, nè un sannyasi, ma un uomo di famiglia, un politico impegnato negli affari di stato che stava per combattere una enorme battaglia per riconquistare il regno.....ma Krishna scelse lui.
Quindi per capire la BG si richiedono qualità come quelle di Arjuna; devoto e caro amico di Krishna, molto caro a Lui o almeno approcciarsi ad essa con uno spirito devozionale che significa accettare, almeno per ipotesi, che Krishna è Dio, la Persona Suprema, perchè se non accettiamo questo, (ripeto) almeno per ipotesi, la BG non ha senso.
Infatti se Krishna fosse un uomo comune come noi avente i 4 tipi di difetti che noi abbiamo (-sensi imperfetti, -tendenza a commettere errori, -tendenza a ingannare, -soggetti all'illusione), come potrebbe insegnare qualcosa che fosse degno di essere accettato?
Noi siamo legati mani e piedi e abbimao bisogno di una pesona libera che ci venga ad aiutare; un prigioniero nelle nostre stesse condizioni non può certamente aiutarci.
Ma perchè dobbiamo avvicinare la BG? A cosa serve avvicinarla? Che succede se la studiamo?
Il fine della BG è liberare gli uomini dall'ignoranza a cui li ha costretti l'esistenza materiale.
Noi nel mondo materiale siamo praticamente sbranati, divorati dalla tigre dell'ignoranza e questa ignoranza ci provoca sofferenza.
Ci troviamo sempre in situazioni indesiderate dovute al fatto che non sappiamo in che situazione ci mettiamo agendo in un determinato modo.
Quindi l'ignoranza è la vera causa della sofferenza.
Noi non siamo fatti per soffrire, perchè siamo eterni ed eternamente pieni di conoscenza e felicità (sat-cid-ananda) e la nostra vita, in questo mondo illusorio, è solo passeggera.
Nessun essere umano in particolare, sarà considerato veramente perfetto, se non si chiede il perchè della sofferenza e se non sceglie di porvi rimedio (un rimedio definitivo no temporale o fittizio).
Quindi è necessario porsi domande; chi ha la forma umana ha il dovere di chiedersi chi siamo, da dove veniamo, perchè dobbiamo soffrire....questo tipo di domande si chiamano in sanscrito atatho bramha jnasya che significa porsi domande su come uscire dalla sofferenza.
Allora vediamo come nella BG Arjuna si trova in una situazione di illusione ma in realtà non è nell'ignoranza ma sta solo giocando la parte di una persona nell'ignoranza per permettere a Krishna di esporre la BG.
Visto che questo "libro" è capace di liberarci dall'ignoranza, allora vediamo i soggetti analizzati nella Bg. Di cosa si parla nella BG?
La Bhgavad-Gita ci insegna a comprendere 5 verità fondamentali sulla scienza di Dio e sulla posizione originale degli esserei viventi e sono:
1)Isvara 2)Jiva 3)Prakriti 4)Kala 5)Karma
Queste 5 parole sanscrite si riferiscono a 5 soggetti molto interessanti che coprono tutto il sapere.
_Isvara è Dio, la persona Suprema, il Controllre Supremo,
_Jiva sono gli esseri controllati da Lui, gli esseri viventi.
_Prakriti è la natura materiale che è composta dalle tre influenze, dai 3 guna, che sono virtù, passione ed ignoranza (sattva, rajas e tamo)
_Kala che è il tempo, la durata dell'universo cosmico e il suo ciclo di manifesto e non manifesto
_Karma che sono le conseguenze delle azioni degli esseri viventi.
L'Isvara può essere realizzato in tre stadi:
1) il Bramhan, l'aspetto impersonale onnipervadente del Signore, la luce che emana dallo sfolgorio del Suo corpo.
2) il Paramatma è l'aspetto localizzato nel cuore di ognuno e in ogni atomo; l'aspetto immanente del Signore con il quale pervade tutto l'universo materiale e infine
3) Bhagavan l'aspetto ultimo di Dio che raccoglie e supera tutte le perfezioni.
Krishna, come l'Isvara, il Controllore Supremo, controlla e governa la natura materiale, il tempo, il karma e gli esserei viventi. Questo è il significato di Isvara (Controllore Supremo) e Lui stesso lo afferma dicendo "La natura materiale è sotto la mia direzione".
Anche le meraviglie dell'universo dovrebbero farci ricordare che è Lui che sta creando e stabilendo le leggi e che non può esistere, senza un creatore, tutto ciò che vediamo, e neanche senza un controllore e sarebbe puerile quindi, negare il controllo dell'Assoluto.
Un bambino per esempio può trovare straordianrio il fatto che la vettura procede da sola, senza interventi esterni, ma una persona cresciuta, un adulto maturo, ne conoscerà il funzionamento e saprà che c'è sempre un conduttore all'interno dell'auto che le permette di muoversi.
Immaginatevi quanto piu complessa sia la manifestazione cosmica, l'universo e quanto è piu facile comprendere che dietro di essa ci sia la Persona Surema che ne dirige ogni minimo movimento.
L'Isvara e le Jiva sono coscienti; la differenza è che Lui è il controllore Supremo ed è supremamente cosciente mentre gli esseri viventi sono controllati e sono coscienti solo del loro corpo, del corpo che abitano, questo perchè Dio, come Controllore, è infinito e gli esseri viventi sono infinitesimali.
Uguali in qualità ma non in quantità quindi.
La BG ci spiega anche cosa sia la Prakriti, la natura materiale; essa è chiamata di natura inferiore mentre le Jiva sono di natura superiore ma in entrambi i casi sono subordinati al Signore Supremo, perchè Lui è il vero goditore, il padrone, il Controllore.
Secondo la BG gli esseri viventi, nonostamte siano frammenti del Signore (come ci dice il capitolo 7) e quindi di natura superiore, possono venire influenzati dalla materia, dalla prakriti.
Ma le Jiva sono coscienti mentre la materia è inerte....
...ma allora che cos'è la coscienza?..che cos'è la materia?
Qual'è è la distinzione tra la materia e gli esseri viventi?
.....................................................
continua

Raccolti capelli
al sole limpido di mezzo dì
Rilucente ombra
che ondeggiando mi sovviene contro
Luce di pensieri
ripristinati nel salmastro che ode
Rimpianti rumorosi
giocanti a nascondino in una vita che và
che si burla
che possiede
che contempla
che rimira
che stupisce nel sublimamente
non più stupire.
Isvari Priya
Livorno 7.10.09
...continua.......
Nomi primari dicevamo.....l'argomento è trattato con molta chiarezza da Bhaktivinoda Takur (un grande santo Vaisnava cosciente di Krishna del fine 800) nel suo libro Hari Nama Cintamani dove spiega che esistono Nomi di Dio primari e secondari. Pur restando la concentrazione e la sincerità le qualità più importanti, Egli afferma che bisognerebbe cantare i nomi primari di Dio.
Dunque, quali sono i Nomi primari di Dio e quelli secondari? Come distinguerLi?
E' molto interessante. Bhaktivinoda definisce scondari i Nomi di Dio che sono ordinari, astratti o rappresentativi, quelli a cui siamo piu abituati in questo mondo; sono "esterni", poco intimi insomma.
Creatore, Mantenitore, come dicevamo prima, sono Nomi "distanti", astratti e fortemente impersonali; hanno molto poco a che fare con l'aspetto indipendente dell'esistenza di Dio.
I Suoi Nomi piu intimi e primari invece, sono direttamente collegati con la Sua natura indipendente e descrivono Dio come è nel Suo regno, nella Sua relazione con i Suoi compagni eterni, e non fanno necessariamente riferimento alle Sue attività in rapporto al mondo materiale.
Per esempio nomi come Yasomati-nandana, Nanda-kisora, Damodara, descrivono Krishna in relazione ai Suoi eterni compagni intimi nel Suo regno originale.
Per chi non ha familiarità con i dettagli della natura intima di Dio, come rivelano i testi Vedici, questi Nomi suoneranno strani, ma la realtà è che questi Nomi non hanno proprio nulla a che fare con il nostro mondo relativo.
Questi Nomi sono primari perchè molto intimi e cari a Krishna e molto cari ai Suoi puri devoti che Lo conoscono molto bene.
I Nomi secondari corrispondono piu alle descrizioni di Dio dal nostro punto di vista, e non dimentichiamolo, la nostra prospettiva è diversa dalla realtà perchè soffriamo di amnesia spirituale.
I Nomi primari sono descrizioni nate all'interno della "cerchia intima".
Per esempio se io mi rivolgo al mio insegnante di chitarra chiamandolo così, tutti gli studenti capiranno a chi mi riferisco, se invece lo chiamo con il suo nome di battesimo, che è piu intimo e personale, non c'è possibilità di errore.
E andando oltre, se io lo chiamo con il suo soprannome, diciamo quello che usano solo i suoi genitori e amici stretti, sarà ancora piu confidenziale.
Quest'ultimo genere di appellativo è il piu simile ai Nomi di Dio rivelati nelle scritture Vediche, come "Krishna", "Rama" o "Govinda". Questi Nomi piu intimi accellerano il processo di guarigione dall'amnesia spirituale e ci portano molto piu facilmente all'Amore per Dio.
Dio per esempio è un Nome secondario, God in inglese...una parola di origine tedesca che significa "Colui che è buono", e anche "Awoon" per esempio era il Nome aramaico con cui Gesù si riferiva a Dio che sigifica "Nostro Padre universale". Nei nomi secondari si tratta di Dio sempre e solo in relazione a noi nel mondo materiale.
La Bibbia abbonda di Nomi e Forme secondari, come anche i Veda d'altronde.....per esempio una forma che si limita a rappresentare Dio è il cespuglio in fiamme, è una particolare manifestazione che si trova nel Deteronomio (4.24) e che si trova anche nella Caitanya Caritamrta (adi-lila 7.116) o per esempio Yahweh viene descritto con "l'elmetto della salvezza" (Isaia 59.16-18) e Krishna anche nello Srimad Bhagavatam (6.4.39) viene descritto spesso indossando un elmo grande e sfarzoso chiamato Maha-kirita.
Nei Veda viene posta enfasi sui Nomi primari, sulla Loro potenza, sul Loro significato e sull'importanza della Loro recitazione quotidiana.
Il Mahamantra Hare Krishna è un Mantra composto dai Nomi primari di Dio; è un Mantra, una preghiera, molto intima quindi.
Una preghiera o un Mantra quando sono diretti verso Dio sono positivi ed elevano la persona che li recita, ai piu alti livelli possibili, perfino alla liberazione.
Il vero "frutto" della preghiera però è sviluppare il puro Amore per Dio; questo è il massimo livello.
Il Mahamantra Hare Krishna non chiede assolutamente niente a Dio, neanche una cosa sottile come la misericordia.
La preghiera dice soltanto:
"Per favore, impegnami al Tuo servizio"; non si chiede nulla in cambio.
Il Mahamantra, essendo composto di Nomi primari, quindi intimi, si rivolge al Padre e alla sua potenza interna.
Il Mahamantra è puro, incomparabile ed esoterico.
E' gratuito, piacevole da recitare o cantare, semplice, alla portata di tutti.
Basta avere il desiderio di sperimentarLo.
