L'Infinitamente Affascinante.

Eccomi

Blogger: Isvari
Nome: Isvari Priya
Sono una Jiva splendente come diecimila soli, Eterna, piena di Conoscenza e Felicità che desidera tornare da Krishna.

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sabato, 29 settembre 2007
Ristabilire l'ego

Studio

"Illuso dalle tre influenze materiali (virtù, passione e ignoranza), il mondo intero non Mi conosce, non sa che trascendo ogni influenza e sono inesauribile."

Questo è Krishna che parla ad Arjuna nella Bhagavad-Gita nel verso 13 del settimo capitolo.

Abbiamo già parlato delle tre influenze della natura materiale, i tre guna (che si traduce anche come corde).

Queste influenze si mischiano continuamente durante tutto il giorno per intralciare, ostacolare, aiutare, l'essere vivente per capire: com'è? dov'è? perchè?

 

Questi tre guna sono così ben strutturati che devono la loro funzionalità al fatto di essere Energie del Signore.

Sono infatti molto difficili da superare, ma, c'è sempre un ma, Krishna dice : "Ma coloro che si abbandonano a Me ne varcano facilmente i confini".

Le vittime di questi guna, di questi incantesimi rimangono così lontani dal Maestro delle Energie proprio perchè non si prendono del tempo per conoscere Il Mago, Il Prestigiatore che gestisce questo macro-cosmico-trucco.

Chiedere quindi al Mago di  svincolarci da questa magia, è l'unica possibilità.

Chiaramente Krishna non è soggetto alle influenze che proiettano questi guna altrimenti  non potrebbe liberarci.

Come si deve fare?

Arrendersi.

Arrendersi al Mago ci tira fuori dalla magia: arrendersi o non arrendersi, sta a noi.

Una è la via delle persone intelligenti (SUMEDHA), dice Krishna, e l'altra delle persone meno intelligenti (ALPHAMEDA).

Una è la via delle persone che, constatando la potenza della natura materiale, decidono di superarla grazie alle mani tese che il Signore ci offre e l'altra pensa invece di riuscire a svincolarsi dalle prese della natura materiale da sola.

Krishna ci da una breve ma intensa descrizione di queste due categorie di persone, dividendole in 4 tipi di persone empie (DUSKRITINA) e 4 tipi di persone pie (SUKRITINA).

Vediamo i primi, gli empi.

1) MUDHA o sciocco.

Quelli che corrispondono a questa categoria sono un pò come l'asino.

Gli asini non sono molto brillanti, avete visto, si accontentano di un pò di cibo e sono disposti per questo a lavorare molto, moltissimo, perchè pensano che il senso della vita sia trovare qualcosa da fare con le mascelle e con altri apparati (in particolare gli organi genitali).

Questi asini, mudha, dedicano molto tempo a queste attività e sono disposti a fare di tutto per ottenerle.

2) MAYAYA PARITA JNANA o colui la cui intelligenza è stata rubata dall'illusione. Maya=illusione, Jnana=conoscenza, Parita=rubata.

Queste invece sono persone molto intelligenti che pensano di essere ben situate nella loro cultura, nella loro formazione-informazione, in realtà si vedono privati dell'intelligenza reale, quella che ci rende capaci di prendere rifugio, di abbandonarci, di seguire le istruzioni di Dio, Krishna. 

In ultima analisi non si tratta di persone dalla grande intelligenza perchè alla fine falliscono lo scopo ultimo della vita umana: la realizzazione spirituale.

3)ASURA BHAVAN o colui che ha una natura demoniaca. (Sura=divino, ASURA=non divino, non appartine alla categoria SURA per mentalità)

Queste persone tendenzialmente non mirano al Divino. Sono arroganti, non si arrendono, non vogliono sottomettersi a nessuna forma di Superiorità, poichè si credono i supremi loro stessi.

4)NARADHAMA o colui che non trova posto tra gli uomini. (NARA=uomini, DHAMA=locazione).

Non c'è posto per loro tra la razza umana.

Ora vediamo come Krishna descrive invece i 4 tipi di SUKRITA, le persone pie (SU=superiore, KRITA=agire).  Sono quelle persone che, anche se hanno difficoltà, decidono di arrendersi al Supremo.

1)ARTHA o i sofferenti.

Sono quelle persone che soffrono, che sono a disagio e cercano una soluzione e decidono di arrendersi al Signore per questo.

2)ARTHARTHI o chi ambisce a benefici materiali.

Queste persone cercano la ricchezza, cercano di diventare agiati e cercano questo beneficio attraverso la dipendenza dal Signore.

3)JNANI o coloro che cercano di conoscere.

Sono coloro che cercano di sapere, vogliono sapere, vogliono approfondire, vogliono arrivare a capire. Questi si avvicinano a Dio con questa intenzione.

4)JIJNASU o curiosi.

Questa categoria di persone sono semplicemente curiosi che hanno desiderio di comprendere ma non sono impegnati decisamente in qualche tipo di pratica.

Visvanat Cakravati Takur nel commento alla Bhagavd-Gita di qualche secolo fà, disse che i Jnani sono le persone più elevate tra queste 4 categorie perchè sicuramente raggiungeranno la Conoscenza piena del Supremo perchè è questa la loro reale motivazione e finchè non l'avranno raggiunta, andranno avanti.

 

Così in questa breve descrizione Krishna ci dà dei canali all'interno dei quali ognuno di noi si può inserire, conoscere la sua natura, paragonandola a una di queste otto descrizioni.

Vediamo come le persone intelligenti, non illuse e pie si sforzano di raggiungere la perfezione della vita, hanno come pratica una regola di vita e con questa regola si accingono a soddisfare, a dar piacere al Signore, ad agire per il Suo piacere.

Servono il Signore con determinata devozione ed, essendo pienamenti coscienti di Lui, potranno raggiungerLo e conoscerLo al momento della morte.

Invito dunque tutti, alla pratica del Maha-mantra Hare Krishna.

Pratica millenaria, che ci aiuterà ad uscire dall'illusione.

Ristabilito l'ego, pulita la Jiva dal fango dell'oblio, potremo tornare pienamente Coscienti di Dio e godere con Lui, di nuovo, infinitamente e sempre in espansione.

Per favore Canta

HARE KRISHNA  HARE KRISHNA

KRISHNA KRISHNA  HARE HARE

HARE RAMA  HARE RAMA

RAMA RAMA  HARE HARE

E SII FELICE!

Postato da: Isvari a settembre 29, 2007 18:54 | link | commenti (19)

martedì, 25 settembre 2007
Citazione

Mahatma Gandhi

Sono le azioni che contano.

I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformate in azioni.

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.

Mahatma Gandhi

 

Postato da: Isvari a settembre 25, 2007 09:08 | link | commenti (66)

venerdì, 21 settembre 2007
Tutti per Uno, Uno per tutti.

morning bath

Krishna offre molte descrizioni della Sua persona nei Veda e nella Bhagavad-Gita (nel settimo capitolo, dall'ottavo a l'undicesimo verso) Egli ci dona un interessante schema di una realtà che ci circonda: la Sua Energia esterna.

All'inizio della vita spirituale si può percepire la Verità assoluta attraverso le Sue differenti energie e realizzare così, il Suo aspetto impersonale.

Krishna infatti in questi versi ci parla di Se stesso come il principio attivo di ogni cosa. Cos'è un principio attivo?

E' un principio che dà un senso, che è il senso di un oggetto, e Krishna è appunto il principio attivo di ogni cosa.

Krishna descrive Se stesso come la radice fondamentale di ogni essenza, per esempio parla di Sè come il sapore che si può apprezzare nell'acqua.

Sappiamo che il sapore dell'acqua ha un gusto insostituibile, sebbene sia neutro, sebbene non abbia un aroma particolare; infatti si dice che l'acqua è insapore e incolore, così viene descritta per dargli attributi tecnici.

Però l'acqua ha un gusto unico, irripetibile e insostituibile (sopratutto insostituibile).

Krishna descrive Se stesso anche come la fragranza della terra: "Sono il profumo originale della terra".

Dice anche di essere l'intelligenza dell'intelligente, la prodezza del potente, la forza del forte....

Queste caratteristiche sono veramente dei punti speciali che possono essere osservati intorno a noi nelle persone e questi punti speciali hanno un significato speciale, infatti è come se Krishna desse una parte di Sè ad ognuno di noi.

Un pò come il famoso gioco di parole "Tutti per uno, uno per tutti".

Tutti i nostri sensi possono percepire una parte dell'energia di Krishna e Krishna prende parte in questa Sua Energia, proprio per permettere a tutti noi di entrare in contatto con Lui.

Quindi Lui è Uno per tutti noi e tutti noi percepiamo Lui.

In che modo lo precepiamo?

Lo percepiamo direttamente o indirettamente.

Almeno una volta nella vita ognuno di noi è rimasto attratto dal gusto dell'acqua o almeno una volta ognuno di noi è rimasto colpito dal talento, dalle capacità, dall'intelligenza di una persona che ha conosciuto.

Talvolta ci sono stati di fronte a noi, delle persone molto brillanti, quel bagliore che emanava dall'intelligenza di quella persona ci aveva colpito, quel lampo di genio e Krishna dice appunto: "Io sono l'intelligenza dell'intelligente."

"La potenza del potente", abbiamo incontrato talvolta persone molto potenti.

"Sono il calore del fuoco" "Sono l'austerità dell'asceta" "Sono l'unione sessuale che non è contraria ai principi della religione"........

Ognuna di queste caratteristiche che Krishna menziona in questi versi è molto particolare perchè è messa proprio a misura, ad hoc, per essere percepita da noi e noi percepiamo la realtà che ci sta attorno con i sensi.

Quando dice: "Sono la luce del sole e della luna", esattamente si chiama PRABHA.

La luce degli astri o anche la luce delle stelle, viene spesso descritta nalla letteratura in lingua sanscrita con il termine PRABHA, luce.

Questa luce viene precepita da quale dei nostri sensi? Attraverso gli occhi, attraverso la vista.

Quindi la vista percepisce le forme (RUPAM) e sopratutto la luce, perchè senza la luce, le forme non potrebbero essere conosciute.

Così la vista ha la capacità di percepire RUPAM le forme, attraverso PRABHA, la luce.

Krishna descrive così Se stesso nella forma della luce del sole e della luna per offrire a noi la possibilità di riscontrarLo in questo speciale fenomeno e colui che riesce a vedere questa diretta connessione tra la luce e le forme, potrà cogliere questo aspetto del Signore come Sua diretta Energia.

Dice anche: "Tra i suoni sono la sillaba OM", la sillaba Om nei mantra Vedici.

Questa sillaba, questo Suono trascendentale, il Pranaya-omkara, come viene spesso menzionato, è un Suono che viene percepito attraverso l'udito.

Si dice che questo Suono, SABDA, sia presente in tutti i mantra, in tutti i suoni.

Così la radice di ogni suono è il Suono primordiale OM PRANAVA, la vita del suono e noi abbiamo a disposizione l'udito per percepire questo Suono OM.

Krishna qui, si è descritto in questa figura particolare, la figura che viaggia nell'etere per darci la possibilità di udirLo attraverso le orecchie.

Krishna Si definisce anche PRITIVYAM, "Il profumo della terra".

Qui Lo possiamo percepire attraverso l'olfatto (GANDHA), le narici che riescono a captare gli odori.

Avete presente (se abitate in campagna off-course) quando la terra, dopo una giornata di pioggia, viene rivoltata, nelle stagioni della semina?

Quel profumo che pervade l'aria, la zona intorno a voi...ecco!

Quel profumo intenso, forte, quell'aroma gradevole, quello è il profumo originale della terra e noi abbiamo l'olfatto per poterlo percepire.

"Io sono il sapore dell'acqua", APSU che viene percepita attraverso la lingua, il gusto (RASA).

Manca il tatto, SPARSA, e Krishna ci dice: "Io sono l'unione sessuale non contraria ai principi religiosi (KAMO 'SMI)."

Krishna ha dato praticamente a ognuno dei sensi un occasione per ricordarLo, per rendersi conto della Sua presenza anche nel quotidiano agire.

Almeno una volta al giorno berremo un bicchiere di acqua, almeno una volta la giorno ci cadrà la mente sulla luce del sole o della luna, almeno una volta al giorno ci chiederemo il perchè dei suoni e così via.

In maniera molto semplice, attraverso i nostri sensi, si può acquisire una consapevolezza maggiore della speciale Personalità di Krishna e di come effettivamente le Sue Energie siano intorno a noi e ci diano tante, tante, tante possibilità per ricordarLo.

 

 

Postato da: Isvari a settembre 21, 2007 23:49 | link | commenti (29)

martedì, 18 settembre 2007
Radhastami

Srimati Radharani

Essenza di bellezza e di relazioni, quintessenza di felicità e compassione, personificazione di dolcezza e splendore.

Simbolo di scaltrezza, riconoscente in amore:

Possa la mia mente trovare rifugio in Radha, quintessenza di tutte le essenze.

(Prabodhananda Sarasvati)

Postato da: Isvari a settembre 18, 2007 22:34 | link | commenti (41)

lunedì, 17 settembre 2007
E' colpa di Dio se io soffro?

Radhe-Shyam

La risposta a questa domanda la possiamo trovare nella Bhagavad-Gita nel verso 15 del quinto capitolo.

"Il Signore Supremo non è mai resposabile delle attività pie o colpevoli di qualcuno. Gli esseri incarnati, invece, rimangono confusi a causa dell'ignoranza che copre la loro vera Conoscenza."

Ciò che ci porta alla sofferenza è la nostra mancanza di Conoscenza.

Krishna non è il responsabile delle nostre azioni, ma piuttosto sovraintende alla distribuizione delle reazioni.

Noi, grazie alla nostra natura superiore, siamo pieni di Conoscenza ma abbiamo un potere limitato, siamo uguali a Dio qualitativamente ma non quantitativamente, così tendiamo a cadere sotto l'influsso del tamo-guna, sotto l'influsso dell'ignoranza.

Il Signore è Vibhu è onnipotente e noi siamo Anu infinitesimali.

Noi possiamo desiderare ma i nostri desideri possono essere soddisfatti solo dall'Onnipotente e comunque mai, in nessun caso, il Signore è responsabile delle azioni e delle reazioni generate da una situazione voluta dall'anima condizionata.

Quando cadiamo nell'illusione ci identifichiamo con i diversi corpi dei quali ci rivestiamo (pianta, animale, uomo) e vaghiamo a spasso per gli yuga (ere), negli innumerevoli universi, vestiti con forme diverse, con sensi diversi, mentalità diverse etc..

Il Signore nella forma di Paramatma, l'Anima Suprema, ci accompagna in questi nostri viaggi come testimone di tutto ciò che facciamo e desideriamo.

Si dice "L'uomo propone e Dio dispone", infatti Dio soddisferà i nostri desideri a seconda dei nostri meriti.

L'essere vivente, la Jiva, non ha dunque il potere di soddisfare questi desideri, il Signore Supremo invece ha il potere di farlo e siccome è imparziale con tutti, non pone ostacoli ai desideri che manifestiamo.

Questa è una grande dimostrazione del Suo immenso Amore verso di noi.

Egli infatti ci lascia uno spazio per farci sentire liberi di fare le nostre scelte.

Se uno non è stato libero di fare le sue scelte è possibile che diventi vittima del rimorso.

Spesso i seguaci ciechi sono una disgrazia e Krishna non vuole seguaci ciechi ma persone con spirito critico e costruttivo.

Krishna infatti lascia ad Arjuna la totale libertà di scelta perchè vuole Amore, non venerazione o rispetto dettato dal timore reverenziale.

Noi siamo Ksara, fallibili e Dio è Aksara, infallibile.

Noi siamo Jiva particelle di Dio e non possiamo ricordare le vite precedenti, mentre Krishna è Isvara Il Supremo Controllore che può ricordare Tutto.

Noi siamo Io, creature e Krishna è Dio, Il Creatore.

Gli inni Vedici (Kausitaki Upanisad) affermano:

"E' il Signore che permette agli esseri di compiere atti virtuosi affinchè si elevino gradualmente. Ed è sempre Lui che lascia che essi commettano atti colpevoli e prendano così la direzione dell'inferno" (inferno=corpi inferiori in pianeti inferiori).

Quindi noi siamo la causa della nostra rovina, perchè è da vite e vite che vogliamo rimanere fuori dalla coscienza di Krishna, lontani da Lui e Lui ci permette, da bravo non despota, di farlo.

Poi noi, sotto l'influsso dell'ignoranza, diamo la colpa a Dio per le nostre misere condizioni.

Ma il Vedanta-sutra afferma:

"Il Signore, nonostante le apparenze, non ama e non odia nessuno."

Perchè Krishna crea, ma non è mai succube o vittima delle Sue creazioni, anche se poi Egli si prende particolare cura di coloro che hanno desiderio di tornare da Lui e rimane ammaliato dall'Amore dei Suoi puri devoti.

Postato da: Isvari a settembre 17, 2007 13:45 | link | commenti (8)

giovedì, 13 settembre 2007
La vera discriminante

Krishna e Balarama

                   La solita classica domanda: è buono o no?

La vera discriminante è il parere delle Autorità e no le nostre congetture basate solo su giudizi e opinioni fondati da percezioni personali, perchè per il ladro rubare va bene e comunque non và poi così male come per l'onesto.

Tutto diviene quindi relativo e non ci si può permettere di sbagliare "sul buono" perchè, siccome ad ogni azione ne consegue una reazione, anche se non immediata, quel buono che noi ritenevamo tale, ci tornerà indietro ma non per buono ma per quello che in reltà è.

Non importa cosa noi pensavamo, eravamo convinti di fare, se bene o male, quello che conta è cosa abbiamo fatto realmente e quello tornerà indietro come un boomerang.

Il fuoco brucia e anche se io credo che non abbia questa proprietà, lui la applicherà indistintamente sulla mia mano quando la passerò sopra le sue fiamme ardenti!

Ciò che noi ritenevamo "buono", o comunque innocuo, ma che in realtà non lo è, ci brucerà la mano.

Krishna è l'Autorità, il Suo parere ci può informare quando è bene e quando no.

Poi starà a noi decidere cosa fare; lui da bravo Padre amorevole, ci indica la via.

Esistono tre guna, tre influenze che l'energia materiale esercita sugli esseri e sulle cose.

Queste determinano il modo di essere, di pensare e di agire dell'anima, di noi Jiva.

Questi guna (che significa anche corda) sono:

VIRTU', PASSIONE e IGNORANZA.

VIRTU' (Sattva guna): il suo influsso comporta conoscenza, felicità, purezza, controllo dei sensi, serenità, umiltà, modestia e moderazione.

PASSIONE (Rajo guna):sotto il suo influsso si sviluppa l'avidità, un grande attaccamento alle cose materiali, desideri incontrollabili e aspirazioni ardenti. Colui che subisce il suo influsso è sempre insoddisfatto, cerca continuamente di migliorare la sua condizione materiale e di godere sempre più dei frutti del suo lavoro.

IGNORANZA (Tamo guna): la sua influenza comporta illusione, confusione, ozio e uso di sostanze tossiche.

Come possiamo constatare, purtroppo, la nostra "civiltà" in Kali-yuga è per la stragrande maggioranza impregnata di un misto di Rajo e Tamo guna, il Sattva guna è quasi assente.

VIRTU': prima veleno, poi nettare

PASSIONE: prima nettare, poi veleno

IGNORANZA: sempre veleno

Per arrivare al nettare, bisogna prima scrollarsi di dosso il veleno e per fare questo bisogna abbandonare tutte "le cattive" abitudini, che magari ci sembrano "normali", "innocue" perchè ce l'hanno insegnate fin da bambini e poi "tutti fanno così" o "è sempre stato così";

No! Quelle sono congetture, opinioni personali che portano veleno.

Le altre invece sono informazioni reali che vengono dall'Alto, sono discendenti e portano il nettare e che noi rifiutiamo a priori perchè minanti al nostro godimendo, al nostro nettare di "tutto e subito" che diventerà presto veleno.

Krishna ci dice nella Bhagavad-Gita come elevarsi a un livello di Sattva guna per potersi definire umani e in quanto tali, trascendere poi anche questo guna per arrivare a una piattaforma spirituale.

Ma intanto cerchiamo di diventare umani visto che abbiamo la fortuna, in questa vita, di indossare un corpo provvisto di un intelligenza da poter sfruttare per il suo scopo effettivo, cioè la realizzazione spirituale.

Questo è il parere delle Autorità e dovrebbe diventare la nostra discriminante e il nostro sano metro di paragone di fronte alle scelte della vita.

Postato da: Isvari a settembre 13, 2007 17:26 | link | commenti (37)

domenica, 09 settembre 2007
La Conoscenza dell'Assoluto

sadhu mata chanting

Prabhupada ci ha portato la "Bhagavad-Gita così com'è" ed è grazie a Lui se possiamo passare da uno stato di teoria a uno stato di realizzazione, perchè la sua versione è esente da speculazioni che deviano.

Egli spiega che il contenuto della Bhagavad-Gita è come un Raja, un re che esce dal palazzo seduto su di un bellissimo elefante decorato, preceduto da una folla che lo annuncia e seguito da una folla che canta le sue glorie.

Il re risiede protetto al centro, come il contenuto di un libro protetto dalle copertine; così il nocciolo, il nettare intimo della Bhagavad-Gita risiede nei capitoli al centro.

Il settimo è uno di questi: si intitola "Jnana vijnana yoga" o "La conoscenza dell'assoluto".

Qui è contenuto un concetto molto importante ai termini della realizzazione spiritale.

Analizziamo le parole jnana e vijnana.

Jnana è un termine tipico che viene usato per -conoscenza- o -ricerca della Verità sul piano filosofico- o -sapere spirituale-

Vijnana è un qualcosa di più della conoscenza, è una parola che indica la Conoscenza applicata, la Conoscenza messa in pratica.

Infatti la Conoscenza dell'Assoluto non è, non può essere una conoscenza teorica ma è il Jnana che sboccia nella pratica, una specie di consapevolezza.

 

Talvolta si fanno degli esempi per descrivere questo concetto di Janana e Vijnana e si presenta il tema in questo modo:

ciò che può separare l'intuizione dalla consapevolezza.

 

E' interessante questo perchè vediamo che la conoscenza talvolta funziona così, è come una sorta di intuizione.

Tu ricevi un informazione da un libro o da una persona e intuisci che quell'informazione contiene una profonda verità, ma ne sei ancora cosciente solo a un livello teorico.

Lo spazio che intercorre tra te, la tua intuizione e la realizzazione piena (la consapevolezza), è lo spazio che c'è da coprire all'interno della realizzazione spirituale e quando si è raggiunta la consapevolezza, l'intuizione prende pieno valore e quello è il Vijnana, cioè la Conoscenza messa in pratica.

 

Quindi la Conoscenza dell'Assoluto è consapevolezza, non è una conoscenza teorica, ma è ciò che permette davvero di entrare in pieno in una dimensione di coscienza, in una dimensione di realtà, diverse da quelle che siamo abituati a frequentare quando invece ci troviamo su una piattaforma di teoria.

Quindi per dare reale valore, valore effettivo, alla nostra Jnana, bisogna farla sbocciare in Vijnana.

 

Solo allora si potrà intraprendere un significativo cammino verso la perfezione della forma umana: la realizzazione spirituale. 

 

Postato da: Isvari a settembre 09, 2007 18:46 | link | commenti (13)

venerdì, 07 settembre 2007
Rathayatra a Milano

ratha_yatra2007

Postato da: Isvari a settembre 07, 2007 09:51 | link | commenti (1)