
Nome: Isvari Priya
Sono una Jiva splendente come diecimila soli, Eterna, piena di Conoscenza e Felicità che desidera tornare da Krishna.
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Che cos'è la conoscenza?
Ci si potrebbe domandare.......ma è interessante notare, leggendo la Bhagavad-Gita (BG), come la domanda non si pone più in questi termini ma in questi:
Che cos'è il processo della Conoscenza?
Arjuna pone la domanda a Krishna così, senza aggiungere un terzo fattore o comunque un elemento in più che ci aiuti a capire;
che cos'è la Conoscenza?
Se non la metttiamo in rapporto, se non la relazioniamo con qualcosa, che ci può significare la domanda in sè?
Ad esempio potremmo rapportarla al pianeta terra, la conoscenza del pianeta terra, la conoscenza della persona con cui vivo, la conoscenza dello strumento che sto usando......
In questo caso invece nella BG si dà un accezione al termine Jnana come al "processo della Conoscenza" cioè come avviene l'ottenimento della Conoscenza.
E' interessante come Krishna descrive ad Arjuna questo processo della Conoscenza:
come il processo che libera dal condizionamento e, da questa interpretazione, si capisce che la Conoscenza di cui parla la BG non è semplicemente un sapere teorico ma è un elemento che porta a una vera e propria trasformazione, cioè è un processo che porta da uno stato x a uno stato y.
Grazie a questa Conoscenza enunciata nella BG avviene quindi un trasferimento, una trasformazione.
E' molto bello anche scontrarsi (nel senso buono) con questa definizione di Conoscenza del tutto nuova e sopratutto fuori dal centro classico che siamo abituati a considerare quando si parla di conoscenza.
A volte si dice:
"Quell'uomo è un uomo di conoscenza, è una persona di cultura", spesso queste due parole (conoscenza e cultura) vengono associate come sinonimi.
Vediamo invece nella Bhagavad-Gita come la Conoscenza è tutt'altro che teoria, che informazione ma è proprio una vera e propria formazione.
Infatti il processo della Conoscenza viene così descritto da Krishna con queste parole:
"L'umiltà, la modestia, la non-violenza, la tolleranza, la semplicità, l'atto di avvicinare un maestro spirituale autentico, la purezza, la costanza e il controllo del sè, la rinuncia all'oggetto dei piaceri dei sensi, la liberazione dal falso-ego, la percezione che nascita malattia vecchiaia e morte sono dei mali da combattere, il distacco dalla casa dai figli e da tutto ciò che lo riguarda, l'equanimità in ogni situazione piacevole o dolorosa che sia, la devozione pura e costante verso di Me Krishna, la ricerca dei luoghi solitari e il distacco dalla folla, il fatto di riconoscere l'importanza della realizzazione spirituale e la ricerca filosofica della Verità assoluta;
Io dichiaro che questa è la Conoscenza e l'ignoranza è tutto ciò che ne è contrario."
Da questa definizione abbiamo un occasione di confrontarci con un idea di Conoscenza che è nuova.
In accordo a questo verso quindi la Conoscenza in una persona è sapere che per certi argomenti è necessario riferirsi ad auorità in materia quindi avvicinare un Maestro,
la Conoscenza in una persona è quel gesto di umiltà, di modestia o di non-violenza, di tolleranza, di semplicità e così via.
Questa è davvero una concezione interessante di Conoscenza; cioè la Conoscenza non è sapere fondamentalmente, ma essere e sicuramente questa definizione della Conoscenza, che viene dal passato (la Bhagavad-Gita è un testo millenario), potrebbe essere ri-analizzata oggi nel nostro panorama culturale contemporaneo e potrebbe offrire degli spunti molto interessanti per una nuova etica.
Una Conoscenza che possa essere riscontrata nelle qualità pratiche; non più un sapere quindi, ma un essere.
O meglio:
un sapere che è fruttificato e ha portato a divenire, ad essere.
Questa è un interessante variante che potrebbe essere discussa e sviluppata insieme a voi.
Che ne dite?

Krishna dice nella Bhagavad-Gita che dal pianeta più alto, il pianeta dove abita Bramha, al pianeta più basso di questo universo materiale, esistono solo luoghi di sofferenza dove si ripete la nascita e la morte.
"Tutti i pianeti del mondo materiale, dal più alto al più basso, sono luoghi di miseria dove nascita e morte si susseguono ripetutamente, ma chi raggiunge la Mia dimora non rinasce più." Cap 8
Qui viene spiegato molto bene come questo ciclo di nascita e morte si sussegue in questo mondo materiale e noi, esseri viventi, Jiva, veniamo portati dal desiderio (viaggiando "su di esso") in diversi pianeti e in diversi corpi.
Quando arriviamo alla forma umana possiamo avere la scelta, la capacità, di progredire verso i pianeti superiori, i pianeti dei Deva, ma in qualunque luogo dell'universo materiale noi andremo il risultato finale sarà sempre e comunque la morte.
Morte, come dice la Baghavad-Gita, significa nascita, nascita vuol dire morte e così questo ciclo si ripete infinitamente, a meno che, avendo desiderato, avendo sviluppato un desiderio superiore di porre fine al contatto con qualunque sfera, dominio di questo mondo materiale, uno inizi a sviluppare il chiaro preciso solido desiderio di associarsi con Dio, la Persona Suprema, allora a quel punto, avrà bisogno di un corpo spirituale per andare sui pianeti spirituali.
Prabhupada spiega che la via della religione porta alla via del progresso spirituale con cui si giunge, grazie alla conoscenza acquisita, a ristabilire la relazione eterna che ci unisce a Sri Visnu.
I Veda ci illustrano i tre diversi aspetti di Dio;
Egli infatti si mostra attraverso la Sua radiosità impersonale chiamata Brahman,
il suo aspetto localizzato chiamato Paramatma
e infine il Suo aspetto personale chiamato Bhagavan.
Il Vaisnava è -colui che adora Dio nella Sua forma originale- nella Sua forma personale dotata di forma, qualità, nome, passatempi etc.
Questa comprensione di Dio personale, raggruppa e comprende anche le altre due comprensioni, spiegandole e non negandole o escludendole.
Mentre le altre comprensioni di Dio sono escludenti, perchè chiaramente per accettare Dio nella Sua forma localizzata di Paramatma dovrò escludere quella personale e per accettare Dio nella Sua forma impersonale di Bramhan dovrò escludere sia quella personale sia quella di Paramatma, la comprensione di Dio personale invece comprende, include, spiega e dà il giusto posto a tutte le altre.
Una persona che adora il Signore nel Suo aspetto personale, non tralascia di capire l'aspetto impersonale del Signore o il Suo aspetto localizzato, semplicemente fanno parte di questa comprensione integrale.
E così per gli studiosi dei Veda diventa evidente che questa comprensione del Signore come persona, La Persona, è la più vasta di tutte.
Krishna nella Baghavad-Gita dice per esempio, che chi desidera fondare una buona famiglia, ottenere benefici materiali può adorare i Deva, gli esseri celesti e ottenere questa posizione più elevata rispetto a noi che ci troviamo nei pianeti intermedi, ma comunque rimarrà sempre nel mondo materiale e sarà quindi soggetto al samsara (ciclo di nascite e morti), ma chi adora Lui spezzerà questo circolo, questa inesorabile catena di nascite e morti ripetute.
"Chi adora gli esseri celesti ottiene i pianeti superiori , chi adora i pita ottiene i pianeti degli antenati.....chi adora Me ottiene Me", dice Krishna ad Arjuna nella Bhagavad-Gita.
Così, con uno studio comparativo delle differenti proposte di scopo finale, risulta evidente che l'ottenimento del mondo dove c'è l'Essere più perfetto, con la Forma più perfetta, dove si sviluppano le relazioni più armoniose, piu complete che non negano la nostra individualità, è chiaramente la forma più completa di realizzazione spirituale.
Con molta tranquillità, senza nessun tipo di fanatismo, i Vaisnava intraprendono l'adorazione di questo Oggetto Supremo (bhakti yoga) e intraprendono la realizzazione di questa relazione Suprema che è la relazione di puro amore verso Dio (Krishna prema).
E questa relazione è sempre ricambiata; in qualuque misura uno esprima questi sentimenti, nella stessa misura, questi sentimenti vengono ricambiati dal Signore.
Questa è una cosa che si vede molto bene nei racconti della Caitanya-caritamrta o nel Caitanya-bhagavat nei passatempi di Sri Caitanya Mahaprabhu, come Lui è così personale, come Lui scambia così personalmente con ognuno dei Suoi devoti; conosce perfettamente cosa loro vogliono e scambia con loro con il tipo di relazione che loro desiderano avere con Lui.
Chi adora il Signore nella Sua forma di Ramacandra per esempio, Lui (il Signore Caitanya) si manifesta come il Signore Ramacandra, chi ha un sentimento verso di Lui nella Sua forma di Varaha Lui si manifesta come Varaha, chi Lo adora con una relazione paterna Lui si manifesta come il Figlio o chi Lo adora in una forma fraterna Lui si manifesta come il Fratello piu caro e così via.
Con ognuno stabilisce questa relazione perfetta in accordo al desiderio di quel devoto particolare e questa relazione che Lui stabilisce con loro, soddisfa completamente ognuno e ognuno pensa che quella relazione che ha con il Signore Caitanya sia la perfezione e che non esista niente di meglio.
Ma non è conflittuale, nel senso che nessuno di loro è fanatico tentando di convincere l'altro che la propria relazione con il Signore, è superiore, è la migliore.
Ognuno accetta questo scambio con Lui e accetta che Lui abbia scambi con tutti gli altri e che questi siano perfettamente diversi e allo stesso tempo perfettamente soddisfacenti per ognuno.
Questa è la perfezione dell'individualità che solo Dio puo e sa dare perfettamente.

Il seguente dialogo tra Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada e un ospite, si svolse nell'agosto 1973 al centro Hare Krishna di Londra.
_Srila Prabhupada: Gli scienziati moderni dicono che non c'è un'intelligenza dietro la creazione.
Se vediamo un quadro non diciamo: "Non c'è intelligenza al di là di quest'opera d'arte. E' dipinta in modo meraviglioso, eppure si è creata automaticamente. L' artista non esiste."
Questa è follia.
Gli scienziati dicono che non c'è artista dietro la creazione di un bellissimo fiore.
Ma senza un'intelligenza, come potrebbe esistere?
Questi scienziati non capiscono.
Dicono che è la natura che produce i fiori.
Cos'è la natura? La natura è uno strumento, ma il cervello oltre la natura è Dio.
Quando dipingi un fiore con il pennello, il creatore non è il pennello, il creatore sei tu.
Allo stesso modo, nella creazione di un vero fiore, la natura è il pennello, ma il creatore è Dio.
_Ospite: Non ce ne sono due uguali, vero?
In una specie di rose si possono trovare molte varietà.
E nella specie umana, puoi trovare varietà perfino fra gemelli.
_Ospite: Anche nel mondo spirituale ci sono varietà?
_Srila Prabhupada: Oh, sì. C'è un illimitato ananda, piacere e piacere significa varietà. "La varietà è la madre del divertimento."
Per esempio con cereali, zucchero e ghee (burro chiarificato) si possono preparare centinaia di varietà di cibi deliziosi.
Se provi a mangiare singolarmente del ghee, dello zucchero o dei cereali non ti daranno una gran soddisfazione, ma se qualcuno li prende e prepara delle varietà di dolci e te ne serve in un piatto. allora dirai: "Oh, sono talmente gustosi!".
Con questi tre ingredienti si possono preparare grandi varietà di pietanze.
Allo stesso modo, la varietà in questo mondo materiale è costituita da otto ingredienti di base, cioè i cinque elementi grossolani e i tre elementi sottili.
Terra, acqua. fuoco, aria ed etere sono gli elementi grossolani e la mente, l'intelligenza e l'ego sono gli elementi sottili.
Questo mondo materiale non è che una combinazione di questi otto elementi.
Ora, proprio come è necessaria una persona con cervello per mettere insieme gli ingredienti in questo mondo, anche per l'intera creazione ci vuole un gran cervello.
Per esempio, noi usiamo terra, acqua e fuoco per costruire questo palazzo, questo tavolo, questa sedia, questo vaso, questo armonium, libro...tante cose.
Gli ingredienti sono gli stessi, ma il nostro cervello decide come assemblarli creando diverse varietà di oggetti.
Allo stesso modo, questa manifestazione cosmica materiale è ricca di varietà e l'intelligenza che vi sta dietro è il Signore Krishna.
E' spiegato nella Bhagavad-gita (9.10):
mayadhyaksena prakrtih
suyate sa-caracaran
hetumanena kaunteya
jagad viparivartate (Rivolgendosi a un devoto) Leggi la traduzione.
_Devoto: (Leggendo dalla Bhagavad-gita) "La natura materiale agisce sotto
_Ospite: Vorresti dire che la scienza moderna non è che materialismo,
_Srila Prabhupada: Sì. Gli scienziati trattano solo con terra, acqua, fuoco, aria ed etere. E' tutto qui. E' tutto materialismo.
Loro non sanno cosa sia lo spiritualismo.
_Ospite: Come mai gli scienziati fanno questo lavoro?
Da cosa sono motivati?
_Srila Prabhupada: E' l'anima. L'anima è un essere vivente con una piccolissima indipendenza.
Desidera lavorare in un certo modo e la natura le fornisce le facilità per farlo.
Per esempio, la terra non è creazione dell' uomo.
La terra è creazione di Dio, un prodotto dell'energia di Dio.
Ma noi usiamo la terra e la modelliamo in diverse forme: vasi, bambole, libri e così via.
Gli ingredienti sono forniti da Dio, o dalla natura che è energia di Dio e non facciamo altro che trasformarli.
In realtà noi non siamo in grado di produrre alcunchè.
Quindi, come Dio, abbiamo energia creativa ma in minima quantità. Proprio come Dio crea l'intero universo con
Krishna spiega tutto ciò nella Bhagavad-gita che contiene informazioni perfette su ogni cosa.
Bisogna studiarla attentamente, ecco tutto.
E puoi esaminare la filosofia della Bhagavad-gita con la logica.
Per esempio, Krishna dice: "Gli elementi materiali sono
Ora considera l'Oceano Atlantico, una vasta quantità di acqua.
E' stata creata dall'energia di Dio.
Lo capisci'?
Perché hai dei dubbi'?
_Ospite: Beh, uno può dire una cosa e un'altro potrà dirne un'altra. Quindi più persone avranno diverse cose da dire.
_Srila Prabhupada: Ma è una questione di logica. L'acqua è prodotta dal tuo corpo, non è così?
_Ospite: Sì.
_Srila Prabhupada: Esce urina, sudore.
Queste acque sono prodotte dall'energia all'interno del nostro corpo. Perchè quindi l'immensità d'acqua dell'Oceano Atlantico non può essere prodotta dall'energia di Dio?
_Ospite: Sì, in realtà potrebbe.
_Srila Prabhupada: Perché Dio è illimitato, ha un'energia illimitata.
lo ho un'energia limitata quindi posso produrre, diciamo una libbra di urina o un'oncia di sudore.
Ma se Dio desidera, Egli può produrre un'illimitata quantità d'acqua. Perchè solo un Oceano Atlantico?
Egli può produrre molti milioni di Oceani Atlantici.
Perché dovrebbe essere difficile da capire?
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Il saggio è colui che considera la moglie altrui come propria madre, che vede le proprietà altrui come insignificante argilla e che guarda gli altri come se vedesse se stesso.
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Ascoltate l'essenza di tutti i principi religiosi e dopo aver ascoltato, conservatela nel cuore. Quelle azioni che vi hano fatto soffrire per averle subite da altri, non fatele mai voi stessi al vostro prossimo.
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L'austerità non può valere quanto la pace. Non c'è felicità che uguagli la felicità dell'anima. Non c'è malattia peggiore dell'avidità. E non c'è principio religioso che uguagli la compassione.
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Chi si mostra equanime con l'amico e il nemico, chi resta stabile nell'onore e nel disonore, al caldo e al freddo, è considerato un vero saggio.
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_Canakya Pandita_
Srila Prabhupada cita spesso nelle Sue opere, le massime di questo grande Brahmana, consigliere di Maharaja Candragupta e rigido seguace dei pricipi Vedici.
PS: non ho messo il testo in sanscrito per "non distrarvi".....
Oggi ricorre l'apparizione di Varahadeva, l'Avatara cinghiale.



Domani ricorrerà l'apparizione del Signore Nityananda eterno compagno del Signore Caitanya.
Egli è anche una manifestazione di Balarama, Avatara che interpretò la parte del Maestro spirituale perfetto.




Infinite glorie a questi giorni ricchi di buon auspicio.
JAYA JAYA!

Io vorrei domandare ai sostenitori della teoria evoluzionista del genere umano come si potrebbe impostare le basi matematiche di tale teoria.
La teoria di Darwin in effetti non è al livello neanche della più semplice formulazione matematica di una qualsiasi teoria che tratti di fenomeni fondamentali.
Allora domando a chi passa da qui:
quali sono le equazioni di questa teoria?..................
..................
Posso azzardare a dire che non esistono?.....
La teoria di Darwin che vuole l'uomo nello stesso albero genealogico della scimmia non è scienza infatti, è al disotto del più basso livello di credibilità scientifica.
Come si fa ad elevare al livello di verità scientifica una teoria priva di una struttura matematica (anche minima, elementare) e senza nessuna prova sperimentabile?
Alla teoria di Darwin mancano due grandi pilastri che sono la riproducibilità e il rigore.
Da quanto ne so, un esperimento irripetibile, non fa parte della scienza, infatti "il marchio di qualità" della scienza è proprio, la riproducibilità.
Ci sono tre livelli di sicurezza scientifica e il terzo, si dice sia il meno affidabile perchè non riproducibile, come la teoria del Big Bang d'altronde; manca il banco di prova della riproducibilità diretta o indiretta (al massimo si studia le conseguenze).
Una volta sola e poi mai più, in genere va bene per le favole, ma non per la scienza, o sbaglio?
Il punto è che insistere sull'evoluzione biologica della specie umana è legittimo se a questa viene dato il ruolo di ricerca in un campo applicativo della materia biologia, ma il discorso purtroppo non si ferma qui.
L'evoluzione biologica della specie umana è uno strumento usato per mettere in discussione i valori trascendentali della nostra esistenza.
Diventa allora come un atto mistificatorio.
La scienza non ha mai dimostrato in modo rigorosamente riproducibile che l'uomo discende dalla scimmia, però si introduce la teoria Darwiniana nella società come un capitolo fondamentale della scienza e in più la si pone in contrasto con il trascendentale.......
Questo non è onesto a mio parere.
Promuovere la teoria di Darwin o il Big bang al rango di scienza corroborata da prove sperimentali e in grado queste di poter negare l'esistenza di Dio, mi sembra un atto di mistificazione culturale molto grave.
La scienza deve diventare cultura no mistificazione.
Come?
L'universo che ci circonda e di cui siamo parte è retto da leggi universali.
A chiunqe, anche ai potenti della terra è proibito modificarle (proibito nel senso che non ne sono capaci).
Il mondo che ci circonda, dalle sue strutture più piccole (quale è il cuore di un protone mi sembra) alle sue estensioni più vaste (l'insiemi galattici), obbediscono tutti alle stesse leggi.
L'insieme di queste leggi rappresenta la logica della natura.
Nessun sceinziato sa dire perchè, tra tutte le logiche possibili, sia stata scelta questa, che giorno per giorno, loro cercano di capire sempre meglio.
Una cosa è sicura: questa logica esiste e nessuno può alterarla, NESSUNO.
Ecco il punto cruciale: questo potrebbe essere il Grande Messaggio che la scienza potrebbe umilmene dare alla cultura del nostro tempo.
Solo questo.
E sarebbe onestà.
PS: comunque a volte mi vengono dei dubbi..........ho trovato anni fà una dipinto della mia tris-nonna Abelarda

e devo dire che si......a volte mi vengono dei grossi dubbi...........

.........!!!!!
shimhad ekam bakad ekam
sat suna trini gardabhat
vayasat panca sikseta
catvari kukkutad api
C'è una buona qualità da imparare dal leone e tre dalla gru, sei da imparare dal cane, tre dall'asino, cinque dal corvo e quattro dal gallo.

prabhutam alpam karyam va
yo narah kartum icchati
sarvarambhena tat kuryat
simhad ekam prakirtitam
L'uomo che desidera compiere un azione deve metterci tutto lo sforzo possibile, che l'opera sia grande o piccola. Deve dedicarsi ad essa con piena attenzione, senza trascurare lavori meno appariscenti: questa qualità bisogna imparare dal leone.

sarvendriyani samyamya
baka-vat pandito janah
desam kalam balam jnatva
sarva-karyani sadhayet
Il saggio deve controllare tutti i sensi e rimanere immobile come la gru e compiere ciò che si è prefisso nel momento, nel luogo e nella circostanza favorevole.

bhavasi svalpa-santhusta
sunidrah sighra cetanah
prabhu-bhaktas ca suras ca
jnatavyah sat suno gunah
Il cane potrebbe mangiare grosse quantità di cibo, ma è soddisaftto anche di poco. Si addormenta molto facilmente e si sveglia subito al primo rumore. E' fedele e devoto al suo padrone e ha un carattere eroico. Queste sono le sei qualità che bisogna imparare dal cane.

avisramam vahed bharam
sitosnam na ca vindati
sasantosas tatha nityam
trini sikseta gardabhat
L'asino sa portare pesi senza stancarsi, non è disturbato dal caldo o dal freddo, ed è sempre soddisfatto. Quese sono le tre qualità che bisogna imparare dall'asino.

laksyayka-darsitam dharstyam
yatha-kale ca sangraham
apramadam analasyam
panca sikseta vayasat
Il corvo usa un solo occhio quando vuole esaminare attentamente un oggetto. Mette da parte paura e timidezza al momento di procurarsi il cibo, è sempre attento e agisce con determinazione. Le cinque qualità che bisogna imparare dal corvo sono: l'attenzione costante, il coraggio, la capacità di raccogliere le cose al momento giusto, la mancanza di negligenza e la mancanza di pigrizia.

yuddham ca pratar utthanam
bhojanam saha bandhubhih
striyam apadgatam raksec
catuh sikseta kukkutat
Come alzarsi presto al mattino, come combattere, come mangiare insieme agli amici e come proteggere le donne dal pericolo: queste sono le quattro cose che bisogna imparare dal gallo.

Canakia Pandita